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Cambiamenti climatici: le proiezioni dimostrano che l'UE è sulla buona strada per conseguire l'obiettivo di Kyoto ma deve insistere nel suo impegno

27/11/2007

L'UE si sta avvicinando agli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati a Kyoto, ma per la riuscita dell'impresa occorre adottare e mettere in atto al più presto altre iniziative. Sono queste le conclusioni cui è giunta la Commissione nella sua relazione annuale sui progressi realizzati per il conseguimento degli obiettivi di Kyoto.

Dalle ultime proiezioni fornite dagli Stati membri si desume che i provvedimenti già in atto, uniti all'acquisto di crediti di emissione da paesi terzi e alle attività di forestazione che assorbono carbonio dall'atmosfera, serviranno a ridurre le emissioni dell'UE-15 del 7,4% nel 2010 rispetto ai valori dell'anno scelto come riferimento (che nella maggior parte dei casi è il 1990); in questo modo l'obiettivo da raggiungere per il 2012 (-8%) sarà a portata di mano.

Le politiche e le misure supplementari attualmente al vaglio dell'UE e degli Stati membri permetteranno di conseguire il traguardo e addirittura di abbattere le emissioni dell'11,4% ma per questo dovranno essere attuate tempestivamente e nella loro interezza.

Il Commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Le ultime proiezioni mostrano che l'obiettivo di Kyoto sarà raggiungibile dopo che gli Stati membri avranno adottato e messo in atto le iniziative supplementari attualmente in discussione. Personalmente li sollecito pertanto a farlo al più presto. La Commissione ha già dato un importante contributo alla realizzazione dell'obiettivo di Kyoto con le sue decisioni sui piani nazionali di assegnazione delle quote per il 2008-2012 nell'ambito del sistema UE di scambio delle quote di emissione. Quest'opera serve anche a gettare una solida base per conseguire i nostri obiettivi di emissione per il 2020, che sono ben più ambiziosi e per i quali presenteremo una serie di proposte all'inizio dell'anno prossimo."

Impegni di Kyoto
Nell'ambito del protocollo di Kyoto gli Stati membri dell'UE-15 si sono impegnati a ridurre le emissioni collettive di gas serra dell'8% nel periodo 2008-2012 rispetto a quelle dell'anno di riferimento; non c'è invece un obiettivo collettivo analogo per l'UE-25 o l'UE-27.

Per lo stesso periodo gran parte degli Stati membri dell'UE-12 ha obiettivi nazionali di riduzione del 6% o dell'8% rispetto ai valori dell'anno di riferimento. Gli unici Stati membri che non hanno impegni da onorare sono Cipro e Malta.

Emissioni storiche e proiezioni per il 2010
Come annunciato a giugno (si veda IP/07/835), le emissioni di gas serra dell'UE-15 nel 2005 – l'ultimo anno per il quale sono disponibili dati completi – erano inferiori ai livelli dell'anno di riferimento (-2%). Questo dato è in controtendenza rispetto ad una crescita economica superiore al 35% nello stesso periodo. Per l'UE-25, al 2005 le emissioni sono diminuite dell'11% rispetto all'anno di riferimento.

Le ultime proiezioni degli Stati membri mostrano che le politiche e misure esistenti (cioè quelle già in atto) dovrebbero permettere di abbattere le emissioni dell'UE-15 del 4% entro il 2010, cioè l'anno intermedio nel periodo 2008-2012.

Dieci Stati membri dell'UE-15 intendono acquistare crediti derivanti da progetti di abbattimento delle emissioni realizzati in paesi terzi, come prevedono i meccanismi basati su progetti del protocollo di Kyoto; queste iniziative dovrebbero far diminuire le emissioni di un altro 2,5%, portando l'abbattimento al 6,5%.

Le previste attività di afforestazione e riforestazione, che servono a creare i cosiddetti pozzi di assorbimento dell'anidride carbonica dall'atmosfera, dovrebbero ridurre ulteriormente le emissioni di uno 0,9% portandole a -7,4%, cioè appena 0,6% in meno rispetto all'obiettivo di Kyoto.

L'obiettivo finale sarà raggiungibile senza grandi difficoltà a condizione che le politiche e le misure supplementari oggi in discussione siano messe in atto quanto prima e realizzate integralmente. In tal caso la riduzione complessiva delle emissioni potrebbe salire all'11,4%.

Tra le politiche e le misure supplementari al vaglio dell'UE e che potrebbero servire a onorare l'impegno di Kyoto si ricordano le proposte della Commissione di inserire le emissioni del settore aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissione (ETS) a partire dal 2011 e di ridurre del 10% le emissioni di gas serra prodotte dai carburanti utilizzati per i trasporti nel periodo compreso tra il 2011 e il 2020. Entrambe le proposte sono all'esame del Consiglio e del Parlamento europeo, nell'ambito della procedura di codecisione.

Un contributo importante al conseguimento dell'obiettivo dell'8% dell'UE-15 verrà dalle decisioni della Commissione di tagliare le quote assegnate agli impianti da molti Stati membri nell'ambito dei piani nazionali di assegnazione (i cosiddetti PNA) per il secondo periodo di scambio contemplato dal sistema ETS comunitario.

Rispetto ai livelli di emissione dell'anno di riferimento, le decisioni taglieranno le emissioni dell'UE-15 del 3,4% e quelle dell'UE-25 del 2,6% (vista la recente adesione dei due paesi, i dati della Bulgaria e della Romania non sono stati sottoposti a verifica indipendente). Una parte di questa riduzione è già presa in considerazione nelle previsioni di alcuni Stati membri.

La relazione sui progressi realizzati finora mette in luce che tutti gli Stati membri dell'UE-25 sono in grado di conseguire i rispettivi obiettivi di Kyoto e quelli che per il momento presentano delle difficoltà hanno di recente individuato le azioni supplementari necessarie o stanno per farlo.

Per abbattere le emissioni in maniera efficace e tempestiva, tutti questi provvedimenti dovranno tuttavia essere introdotti e messi in atto rapidamente.

Obiettivi di emissione per il 2020
Al Consiglio europeo di primavera del marzo scorso, i capi di Stato e di governo dell'UE si sono impegnati a ridurre le emissioni dell'UE del 30% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 se altri paesi sviluppati accetteranno di assumersi impegni analoghi.

I leader dell'UE hanno comunque stabilito che l'Unione europea ridurrà in ogni caso le proprie emissioni di almeno il 20% nello stesso periodo e hanno pertanto approvato il pacchetto di iniziative sull'energia e i cambiamenti climatici che la Commissione aveva presentato nel gennaio 2007 come base di partenza per realizzare questo obiettivo.

Dalle ultime proiezioni si deduce che gli obiettivi fissati per il 2020 potranno essere raggiunti solo se la diminuzione delle emissioni nell'UE seguirà un andamento più deciso dopo il 2012. Per questo l'UE e gli Stati membri dovranno mettere in atto al più presto le politiche e le misure definite nel pacchetto "Energia e clima". Per l'inizio del 2008 la Commissione ha già previsto di proporre una serie di iniziative chiave a tal fine.

Annex: Projected Emissions in 2010 Compared with Base Year




With Existing Policies and Measures
Use of Kyoto Mechanisms (Govt.)
Use of Carbon Sinks
Additional Policies and Measures
With All Measures, Kyoto Mechanisms and Carbon Sinks

Base Year (BY) Emissions
Kyoto Targets
Projections for 2010
Effect in 2010
Effect in 2010
Effect in 2010
Projections for 2010
Gap Between Projections and Target

Millions of tonnes of CO2
% of BY
% of BY
% of BY
% of BY
% of BY
% of BY
% of BY
Austria*
78.9
-13.0%
17.2%
-11.4%
-0.9%
-18.2%
-13.4%
-0.4%
Belgium*
146.9
-7.5%
-3.6%
-4.8%


-8.4%
-0.9%
Bulgaria
138.3
-8.0%
-37.0%


-4.6%
-41.7%
-33.7%
Cyprus
6.0
na
101.6%


-13.7%
87.9%
na
Czech Republic
196.3
-8.0%
-25.8%


-3.1%
-28.8%
-20.8%
Denmark*
69.3
-21.0%
-9.7%
-6.1%
-3.3%

-19.0%
2.0%
Estonia
43.5
-8.0%
-56.6%


-3.3%
-59.9%
-51.9%
Finland*
71.1
0.0%
19.6%
-3.4%
-0.8%
-17.4%
-2.0%
-2.0%
France*
564.0
0.0%
0.9%


-4.3%
-3.4%
-3.4%
Germany*
1231.5
-21.0%
-22.4%


-3.3%
-25.7%
-4.7%
Greece*
111.7
25.0%
34.7%


-9.8%
24.9%
-0.1%
Hungary
122.2
-6.0%
-28.5%


-0.2%
-28.7%
-22.7%
Ireland*
55.8
13.0%
22.6%
-6.5%
-3.7%
-0.2%
12.3%
-0.7%
Italy*
519.5
-6.5%
13.1%
-3.7%
-3.2%
-12.2%
-6.0%
0.5%
Latvia
25.3
-8.0%
-46.2%


-2.4%
-48.6%
-40.6%
Lithuania
48.0
-8.0%
-30.2%



-30.2%
-22.2%
Luxembourg*
12.7
-28.0%
11.9%
-37.3%

-2.7%
-28.0%
0.0%
Malta
1.0
na
123.5%



123.5%
na
Netherlands*
213.2
-6.0%
-0.6%
-9.4%
-0.1%

-10.1%
-4.1%
Poland
586.9
-6.0%
-28.4%



-28.4%
-22.4%
Portugal*
60.9
27.0%
44.3%
-9.5%
-7.6%
-4.0%
23.1%
-3.9%
Romania
282.5
-8.0%
-31.9%


-3.9%
-35.8%
-27.8%
Slovakia
73.0
-8.0%
-20.2%


-3.1%
-23.3%
-15.3%
Slovenia
20.2
-8.0%
6.8%
-3.0%
-8.3%
-8.2%
-12.7%
-4.7%
Spain*
288.4
15.0%
42.3%
-11.0%
-2.0%

29.2%
14.2%
Sweden*
72.3
4.0%
-3.4%

-2.9%

-6.4%
-10.4%
United Kingdom*
775.2
-12.5%
-23.2%
0.0%
-0.5%

-23.7%
-11.2%
EU-15
4271.4
-8.0%
-4.0%
-2.5%
-0.9%
-4.0%
-11.4%
-3.4%

Notes:
1) Under the Kyoto Protocol, the 15 member states that made up the EU until its enlargement to 27 member states (marked with *) have to reduce their collective greenhouse gas emissions by 8% below 1990 levels during 2008-2012. This target is shared among the 15 member states under a legally binding agreement (Council Decision 2002/358/EC of April 25, 2002). Most of the 12 new member states have individual targets under the Kyoto Protocol. The exceptions are Cyprus and Malta, which have no targets.

2) Existing policies and measures are those for which one or more of the following applies: (a) national legislation is in force, (b) one or more voluntary agreements have been established, (c) financial resources have been allocated, (d) human resources have been mobilised and (e) an official government decision has been made and there is a clear commitment to proceed with implementation. Additional planned policies and measures are options under discussion with a realistic chance of being adopted and implemented in future.

3) For member states not providing emission scenarios based on additional policies and measures, the overall projections are based on existing measures.

4) The figures for the Czech Republic, Finland, France, Ireland, the Netherlands, Spain, Sweden and the U.K. include their estimate of the effect of the EU ETS.

Fonte: Commission européenne.